Gli ebrei polacchi fino allo scoppio della seconda guerra mondiale

  1. La Storia
  2. Immagini e documenti

La presenza degli ebrei sul territorio della Polonia risale al VII secolo, tuttavia si può parlare di una vera e propria immigrazione ebraica solo a partire dal XII secolo. Le Crociate sono infatti all'origine delle prime ondate di ebrei, provenienti dalle città tedesche e boeme, che fuggono dalle violente persecuzioni nei loro confronti (portandosi anche una lingua, lo yiddish) e che accettano l'invito dei governanti polacchi che promettono loro protezione e opportunità. Viene loro concesso di raccogliersi in Comunità e di difendersi da accuse infamanti ed estremamente pericolose come quella di praticare omicidi rituali. Da nessuna parte in Europa gli ebrei godono di una legislazione così liberale e arrivano ad ottenere una reale autonomia. Questa situazione, pur con modifiche, sarebbe perdurata fino al XVIII sec., interrotta però dai pogrom durante il periodo della rivolta dei cosacchi. Alla fine del 1700 la Polonia viene spartita tra Russia, Prussia e Austria. La situazione economica degli ebrei incomincia a subire un'involuzione. Quando scoppia la prima guerra mondiale, circa un milione di ebrei polacchi sono chiamati alle armi sotto diverse bandiere. Diventano soldati russi, tedeschi o austriaci. Per la prima volta essi combattono su grande scala gli uni contro gli altri, e in un clima di diffuso antisemitismo, accusati spesso di essere delle spie.
Tra il 1919 e il 1939, gli ebrei sono circa il 10% della popolazione della Polonia (nel 1935 sono quasi 3.500.000 su 35 milioni), tuttavia arrivano a costituire quasi il 30% degli abitanti delle grandi e piccole città. La maggior parte di essi lavora nel settore commerciale, bancario e nel campo delle assicurazioni. Rappresentano poi circa la metà delle forze lavorative del settore tessile, dell'abbigliamento e delle calzature. Gli ebrei, comunque, sono quasi del tutto esclusi dagli impieghi statali e municipali, dal servizio postale, dalle ferrovie, dalle manifatture dei liquori e del tabacco; pochissimi sono ufficiali nell'esercito, giudici o medici nel servizio sanitario pubblico. Pochi sono anche gli insegnanti soprattutto a causa dell'introduzione del numerus clausus (numero chiuso). Tuttavia, sono presenti in modo massiccio nelle professioni.
Nel 1935, dopo la morte del maresciallo Józef Piłsudski, divampa nuovamente con forza la campagna antisemita, con la partecipazione della stampa cattolica. Tra il 1936 e 1937 scoppiano pogrom in tutta la Polonia. Alla vigilia dell'invasione tedesca, l'antisemitismo, ormai tradizionalmente radicato nella società polacca, è pervaso di razzismo biologico proveniente dalla Germania nazista ed è diffuso largamente nelle classi medie.