1. La Storia
  2. Immagini e documenti
  3. Testimonianze

La macchina persecutoria è formata da centinaia di migliaia di tedeschi, austriaci e collaboratori che fanno parte delle SS, della Polizia di sicurezza, della Polizia d'ordine, dell'amministrazione civile, della Reichsbahn (ferrovie dello stato), di unità speciali come i Trawniki, della polizia polacca e ucraina e addirittura – in alcuni casi – dai "vicini di casa" di sempre.
Sono coinvolti in tutte le fasi della persecuzione antiebraica, dall'emanazione delle prime norme restrittive alla liquidazione dei ghetti e dei suoi abitanti. Fanno parte dei plotoni di fucilazione e delle squadre che organizzano le razzie nei ghetti, che accompagnano i treni e che uccidono decine di migliaia di persone, ogni giorno, nei campi di sterminio. Sono a contatto diretto con donne, uomini e bambini, inermi e innocenti, ma che spesso trattano con inaudita violenza ancor prima di ucciderli.
La partecipazione di migliaia di uomini a questi crimini contro l'umanità è causata da un insieme esplosivo di motivi e circostanze varie. Innanzitutto, anni di propaganda da parte del regime nazista hanno cambiato il modo di pensare, ormai comunemente basato su un'ideologia in cui gli ebrei sono diventati una "razza", inferiore, pericolosa e quindi da combattere, che non merita compassione, specialmente durante il periodo bellico. Inoltre, molti sentono l'obbligo di obbedire ai superiori. Ancora, gran parte di queste persone ha paura di deludere i "camerati" e di essere considerata vigliacca se rifiuta di eseguire simili ordini. Comunque, alcuni trovano piacere nell'umiliare, maltrattare, uccidere gli ebrei, e a volte percepiscono la propria presenza in Polonia come una specie di "avventura"; altri ancora ne traggono vantaggi, come quello di ricevere una promozione, o di arricchirsi, come ad esempio durante le liquidazioni dei ghetti.

Legenda: Testimonianze dei persecutori

Lontani dal Reno o dal Meno potevano finalmente fare ciò che avevano sempre sognato: scatenarsi senza freno alcuno.36

Marcel Reich-Ranicki nasce in Polonia nel 1920 e si trasferisce a nove anni a Berlino. Una volta cresciuto, vede vincere il nazismo e nel 1940 viene rinchiuso nel ghetto di Varsavia. Sopravvive insieme alla moglie, nascondendosi. Nel 1958 torna in Germania. Oggi svolge un'attività di critico letterario militante.

36 M. Reich-Ranicki, La mia vita, Sellerio, Palermo 2003, p. 161.
Io parto dall'aspettativa che loro spariscano. Devono sparire.
Ho iniziato trattative con lo scopo di mandarli verso Est. In gennaio ci sarà una grande riunione a Berlino alla quale manderò il dr. Bühler. Questa riunione avrà luogo presso l'RSHA Heydrich. In ogni caso inizierà una grande migrazione ebraica. Ma cosa succederà agli ebrei? Credete che vengano fatti alloggiare nell'Ostland negli insediamenti? Ci è stato detto a Berlino: perché si fanno queste seccature? Noi non possiamo fare niente per loro nell'Ostland o nel Reichskommissariat. Liquidateli voi stessi! Miei signori, devo pregarvi di armarsi contro considerazioni di pietà. Dobbiamo sterminare gli ebrei ovunque si trovino e ovunque sia possibile in qualche modo, per mantenere qui la struttura totale del Reich. Questo succederà ovviamente con metodi diversi da quelli di cui ha parlato l'Amtschef Dr. Hummel. Anche i giudici delle corti speciali non possono essere resi responsabili, perché questo non sta nell'ambito di un procedimento giurisdizionale. Non si può trasmettere l'idea fino ad ora di un evento gigantesco e unico. In ogni caso dobbiamo trovare una strada che ci porti a destinazione e io su questo faccio i miei pensieri. Gli ebrei anche per noi sono mangiatori incredibilmente dannosi. Abbiamo nel Governatorato Generale circa il 2,5 forse con tutti i parenti, circa 3,5 milioni di ebrei. Questi non possiamo fucilarli, non possiamo avvelenarli, ma dobbiamo fare qualche intervento che in qualche modo ci porti ad un successo di annientamento e cioè in relazione con le misure discusse nel Reich. Il Governatorato Generale deve essere così Judenfrei come il Reich. Dove e come questo capita, è una cosa delle istituzioni che installiamo e che dobbiamo installare e creare e la cui efficacia annuncerò ancora in tempo.37

Hans Frank, nasce nel 1900 a Karlsruhe, diviene avvocato del partito nazionalsocialista e con la spartizione della Polonia, nel 1939, Governatore Generale dei territori occupati. Di seguito sono riportate alcune sue affermazioni tratte da una seduta di governo e riportate nel calendario di servizio in cui si oppone agli spostamenti di popolazione dalle zone annesse nel Governatorato Generale. Verrà giustiziato per i crimini commessi a Norimberga nel 1946.

37 Werner Präg & Wolfgang Jacobmeyer (a cura di), Das Diensttagebuch des deutschen Generalgouverneurs in Polen 1939-1945, DVA, Stuttgart 1975, p. 457.
Agli ebrei viene effettuato un tribunale che certamente è barbaro, ma che si sono assolutamente meritati. La profezia, che il Führer ha dato a loro in caso della provocazione di una nuova guerra mondiale, inizia a realizzarsi nel modo più terribile. Non si deve usare clemenza in queste cose. Se noi non ci difendessimo contro di loro, gli ebrei ci distruggerebbero. È una lotta fra vita e morte fra la razza ariana e il bacillo ebraico. Nessun altro governo e nessun altro regime ha potuto trovare la forza di risolvere generalmente questa questione. Anche qui il Führer è l'antesignano imperterrito e portavoce di una soluzione radicale che stando così le cose è indicata e sembra per questo inevitabile. Grazie a Dio noi abbiamo adesso durante la guerra un'intera serie di possibilità che non avremmo avuto in tempo di pace. Dobbiamo sfruttare questo. I ghetti liberati nelle città del GG vengono riempiti adesso con gli ebrei espulsi dal Reich, e qui si deve rinnovare dopo un certo tempo questa procedura. L'ebraismo non ha da ridere, e i suoi rappresentanti che oggi in Inghilterra e in America organizzano e propagandano la guerra contro la Germania devono pagare molto caro i suoi rappresentanti in Europa.38

(Joseph Goebbels è stato Ministro della Propaganda del Reich dal 1933 al 1945)

38 R. G. Reuth (a cura di), Joseph Goebbels: Tagebücher, vol. 4: 1940-1942, Piper: München, Zürich 1992, pp. 1776-1777.
Si possono sempre trovare uomini pronti a distruggere e a uccidere un loro simile. Non li ho mai visti mostrare nessun rimpianto o compassione. Non hanno mai dimostrato nessuna pietà per la sorte di vittime innocenti. Erano automi, che eseguivano il compito loro assegnato non appena un loro superiore premeva un bottone. Queste iene umane trovano sempre un ampio terreno per le loro attività in tempo di guerra e rivoluzione. Più si è cruento e depravato più si è alto in grado. La promozione dipende da quanto si ha distrutto, da quanti si ha ucciso. Persone con mani grondanti di sangue di vittime innocenti alle quali viene reso omaggio.39

Jankiel Wiernik nasce nel 1889 a Biala Podlaska in Polonia. Sopravvissuto alla rivolta del campo di Treblinka dell'agosto 1943, testimonia al processo Fischer nel 1947 e al processo Eichmann nel 1961. Dopo la guerra emigra in Svezia e successivamente si trasferisce in Israele, dove morirà nel 1972 all'età di 83 anni.

39 J. Wiernik, Rok w Treblince. A year in Treblinka, Rada Ochrony Pamięci Walk I Męczeństwa, Varsavia 2003, p. 17.