I Giusti e i soccorritori

  1. La Storia
  2. Immagini e documenti
  3. Testimonianze

I pochi ebrei riusciti a sfuggire alla liquidazione degli ultimi ghetti devono passare ancora molti mesi nascosti, in clandestinità, prima di ritrovarsi di nuovo liberi: le truppe sovietiche raggiungono Lublino nel luglio 1944, mentre Łódź solo nel gennaio dell'anno successivo.
Circa 100.000 ebrei tentano di salvarsi con falsi documenti o rimanendo interi mesi nascosti in bunker o granai. Poco più della metà vi riesce, gli altri vengono traditi e consegnati ai tedeschi. Alcuni muoiono durante la rivolta della città di Varsavia, cadono mentre combattono da resistenti o, ancora, vengono uccisi da antisemiti locali.
Gli ebrei dipendono quasi del tutto dall'aiuto dei concittadini non ebrei. Dopo la guerra, oltre 6.000 polacchi e 2.000 ucraini vengono nominati "Giusti fra le nazioni" dall'Istituto Yad Vashem. Tra essi spicca la figura di Irena Sendler, attiva a Varsavia nell'organizzazione clandestina Żegota. A Cracovia un farmacista, Tadeusz Pankiewicz, con l'aiuto delle sue assistenti, presta aiuto agli ebrei mettendo a rischio la propria vita. Anche alcuni tedeschi contribuiscono alla salvezza di ebrei sul territorio polacco: tra questi, Oskar Schindler riesce a portare in salvo oltre mille persone, corrompendo i persecutori.
Particolare è il caso dei bambini nascosti: dopo la guerra, organizzazioni, come la Coordinatsia sionista, cercano di rintracciare i bambini sopravvissuti in case di cittadini polacchi per portarli in Palestina. Qui, come negli Stati Uniti, la maggior parte dei sopravvissuti deciderà di emigrare. Molti di loro si fermerà, anche per lunghi periodi, in Italia: il paese funge infatti da transito per la presenza di diversi Displaced Persons Camps, in cui sono alloggiati migliaia di profughi.

Legenda: Testimonianze dei persecutori

Ha ospitato per qualche tempo mia sorella e me esponendosi ai più gravi pericoli. La signora K. ci scrive che si sforzerà di aiutare lo zio Abie e che ci manderà altri viveri al più presto.51

Mary Berg (il cui vero nome è Miriam Wattemberg) nasce a Łódź, nel 1924. In seguito all'occupazione nazista, si stabilisce con la famiglia a Varsavia, dove viene rinchiusa nel ghetto. Grazie alla madre, in possesso di passaporto statunitense, il 17 luglio 1942 i Wattemberg vengono rinchiusi nella prigione Pawiak e successivamente imbarcati per New York nel 1944. Il suo diario iniziato il 10 ottobre 1939 e termina al momento della traversata atlantica. Verrà pubblicato per la prima volta negli Usa a guerra non ancora finita.

 51 M. Berg, Il ghetto di Varsavia, De Carlo, Roma 1946, pp. 256-257.
Moshe Bejski nasce nel 1921a Działoszyce, da cui viene deportato e imprigionato nel campo di lavoro di Płaszów. Incontra Oskar Schindler e lavora nella sua fabbrica. Grazie a questo riesce a salvarsi dalla morte nei campi di sterminio. Dopo la guerra diventa Presidente della Commissione dei Giusti presso il Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme.

52 G. Nissim, Il tribunale del bene, A. Mondadori, Milano 2003, p. 47