I beni degli ebrei uccisi: raccolta e smistamento

  1. La Storia
  2. Immagini e documenti
  3. Testimonianze

Quando iniziano le deportazioni, gli ebrei sono già stati derubati di gran parte dei loro beni. Alcuni sono riusciti però a tenere nascosti dei gioielli di famiglia e un po' di denaro. Quando vengono inseriti in un trasporto, ufficialmente hanno il permesso di portare un bagaglio, ma in molti casi non riescono a tenere con sé che una piccola parte dei propri averi. Dopo la liquidazione di un ghetto, i nazisti lasciano sempre in vita un piccolo Kommando di lavoro di ebrei, col compito di smistare ciò che è rimasto.
Per i beni che arrivano nei campi di sterminio vengono creati appositi centri di raccolta: ad Auschwitz, due settori sono trasformati in aree di stoccaggio e smistamento, i cosiddetti Effektenlager. Nei campi dell'Aktion Reinhardt, squadre di lavoro sono impiegate in una prima cernita degli oggetti e dei vestiti che arrivano insieme ai deportati. Un successivo smistamento dei beni, così come la disinfestazione, viene effettuato a Lublino, in particolare nell'area dell'Alter Flughafen (vecchio aeroporto). I beni raccolti a Kulmhof vengono smistati, dalla primavera del 1942, nel campo di lavoro di Pabianice (Pabianitz – Wartheland).
Vengono raccolti anche i capelli tagliati ai deportati, ad Auschwitz-Birkenau (dopo l'uccisione) e nei campi dell'Aktion Reinhardt (prima dell'uccisione), così come i denti d'oro, strappati dalle bocche degli ebrei uccisi, che vengono fusi e trasformati in lingotti.
Ciò che non serve, come le fotografie e i documenti personali, viene bruciato.
Il "bottino" è inviato nel Reich, dove viene spartito: i soldi e i gioielli vanno alla Reichsbank, gli orologi d'oro regalati a membri delle SS come premio o venduti; i vestiti vengono dati a persone che ne necessitano, in particolare ai Volksdeutsche (tedeschi "etnici").

Legenda: Testimonianze dei persecutori

Tutti i piccoli ghetti, intorno a Łódź, sarebbero stati liquidati rapidamente. Essi si impadroniranno di tutti i beni degli ebrei e delle loro abitazioni. Secondo loro, i beni confiscati agli ebrei renderanno circa mezzo milione di marchi che dovranno essere donati alla Hitler-Jugend.
I letti sono stati ammucchiati nella grande chiesa, all'angolo di via Zgierska e Lutomierska. Lì si procederà alla pulizia: dopo, i letti saranno inviati alla popolazione tedesca.33

33 S. Frenkel, Joyrnal du ghetto de Lodz" (1942) in Le Monde Juif, n° 154, mai-août 1995, pp. 60-63.
Ciò significava raccogliere e smistare gli effetti personali lasciati nelle case abbandonate. Ogni categoria – berretti, cappelli, pantaloni, cappotti, oggetti per la casa, lenzuola, mobili – era immagazzinato separatamente.34

Weinstein nasce nel 1924 a Łosice, da cui viene deportato il 22 agosto 1942 a Treblinka. Dopo 17 giorni riesce a fuggire.

34 E. Weinstein, 17 days in Treblinka, Yad Vashem Publications, Jerusalem 2008, p. 84.
5 ottobre 1942
Ogni giorno dozzine di carri carichi di mobili e di altri oggetti arrivano davanti ai depositi dove vengono accumulati i beni degli ebrei, cioè le case della Dzielna davanti alla prigione. Alcuni prigionieri hanno riconosciuto su questi carri i loro mobili.
17 gennaio 1943
Le strade del ghetto erano vuote e morte. Le finestre di molte case erano spalancate malgrado il gelo e le tendine palpitavano al vento. Dentro s'intravedevano i mobili capovolti, armadi con sportelli rotti, vestiti e biancheria buttati a terra. Dappertutto il saccheggio e il delitto avevano lasciato la loro impronta. Le porte di molti negozi erano aperte e la merce si affastellava in disordine sui banchi. Alcune strade erano seminate di frammenti di mobili e vasellame.35

Mary Berg (il cui vero nome è Miriam Wattemberg) nasce a Łódź, nel 1924. In seguito all'occupazione nazista, si stabilisce con la famiglia a Varsavia, dove viene rinchiusa nel ghetto. Grazie alla madre, in possesso di passaporto statunitense, il 17 luglio 1942 i Wattemberg vengono rinchiusi nella prigione Pawiak e successivamente imbarcati per New York nel 1944. Il suo diario iniziato il 10 ottobre 1939 e termina al momento della traversata atlantica. Verrà pubblicato per la prima volta negli Usa a guerra non ancora finita.

35 M. Berg, Il ghetto di Varsavia, De Carlo, Roma 1946, pp. 235, 253, 279.